sabato 2 marzo 2013

estetica e poetica

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estetica e poetica

Estetica e poetica.

Sono due modi diversi di considerare l' arte e rapportarsi ad essa.
La loro distinzione dipende dalla nostra condizione; noi non siamo solo semplici intelletti che si rapportano in maniera cognitiva, referenziale ed imparziale ad un oggetto altro da loro, ma siamo anche esseri carnali, passionali, finiti, avvilupati nella vita come parte attiva, e dunque necessariamente e, direi, felicemente, parziali.

Nelle discussioni sull' arte che si fanno sui forum e sui blog, spesso non si tiene presente questa distinzione, e questo genera tutta una serie di scontri e fraintendimenti.

La poetica è la propria particolare idea di cosa è, o meglio ancora, di cosa debba essere arte. Propria nel senso che è dell' artista e lo anima nel momento del suo operare. La poetica non è l' idea che sta dietro alla singola opera, ma la concezione particolare che il singolo artista ha della propria arte, dell' arte in generale, e che sorregge e sottende, quindi, un po' tutto il suo lavoro.
La poetica può essere piú o meno esplicitamente formulata, ma può anche rimanere implicita all' artista stesso, e ciò nonostante continuare ad operare sul suo operato.

L? estetica è invece uno sguardo sull' arte piú filosofico. In genere sono i filosofi, o coloro che si occupano di arte in maniera teorica, come gli storici ed alcuni critici, che si occupano di estetica. L' estetica infatti cerca di comprendere e definire il fenomeno arte nella sua interezza e complessità. Chi si occupa di estetica deve prendere in considerazione anche i fenomeni artistici che non gli piacciono. Cioè lo studioso di estetica deve prescindere dalla propria personale poetica, dalla propria personale concezione dell' arte, per cercare un concetto ed una definizione di arte abbastanza ampi da sussumere sotto di anche quelle manifestazioni che vanno al di là della sua poetica, ma che comunque sono da considerarsi arte.

In genere in estetica si danno definizioni di arte di ampio respiro, anche un po' formali ed astratte, mentre la poetica dell' artista particolare tende ad essere molto piú severa e restrittiva, ma anche piú ricca e concreta.

Chì è alla ricerca di una definizione estetica dell' arte deve procedere per inclusione e dunque deve allargare il proprio concetto fino a farvi rientrare tutte le diverse manifestazioni artistiche di cui si ha esperienza.

Chi invece ricerca una propria poetica, ed in genere questa è un esigenza soprattutto dell' artista, di chi l' arte la vive in prima persona perché la fa direttamente, procede non per inclusione, ma per esclusione. Egli tenderà ad avere un concetto di arte molto meno ampio di quello del filosofi estetici, ma molto piú ricco e concreto, piú capace di spingere a scelte audaci.
Egli tenderà ad affermare la propria idea e la propria concezione dell'arte, per contrapposizione a quella altrui.

Un esempio di poetica è il manifesto dei futuristi.
Un idea molto chiara e concreta dell' arte, ma anche molto esclusiva.
Del resto la stessa poetica futurista nasce per contrapporsi ad una pratica anteriore dell'arte che viene rifiutata. E come i futuristi ogni avanguardia ed ogni movimento ha avuto la sua poetica.

Un esempi di estetica è, invece, la definizione dell' arte che dà Pareyson; come fare performativo, cioè come quel creare che crea al tempo stesso le regole del suo creare. Una definizione veramante molto ampia, tale da non lasciare fuori nessun fenomeno artistico, ma non tanto ampia da non lasciar cogliere la distinzione dell' arte dagli altri aspetti della realtà. Se infatti l' arte coincidesse con la totalità delle manifestazioni umane e della realtà, e non si specificasse in un fare determinato, non si potrebbe parlare nemmeno di una sua definizione o di una sua distinzione e quindi nemmeno si potrebbe parlare di arte.


Ora in ogn' uno di noi, aldilà della sua professione e della sua passione predominante, coabitano un artista che ha una sua poetica, cioè una sua idea particolare ma concreta e vivida di arte, che lo spinge a contrapporsi a chi pensa ed agisce diversamente, ed un filosofo che lo spinge, invece, a comprendere chi fa diversamente ed a d elevare il concetto di arte, anche a costo di sbiadirlo un po', cioè di renderlo un po' più formale ed astratto.
E questa distinzione dipende in ultima analisi dal fatto che conoscere ed agire, contemplare e vivere, sono due atteggiamenti distinti, anche se entrambi umani e propri di ogni uomo.

Ora i fraintendimenti e gli scontri cui accennavo sopra, dipendono dal fatto che spesso non si distingue estetica e poetica e dunque si vuole dare un valore universale alla propria poetica.
Il che comporta che si tenda a squalificare chi manifesta la propria creatività in maniera diversa dalla propria ( cioè ha una poetica diversa), escludendolo dal dominio dell' arte.
Ogn' uno erge la propria poetica, cioè i motivi che ispirano e animano la propria creatività, a regola universale dell'arte.
Mentre non ci sarebbe nulla di strano ad ammettere che anche quella degli altri è arte, ispirandosi ad un concetto estetico, ma che però la nostra ricerca, sorretta dalla nostra poetica, va in altre direzioni.
Non ci sarebbe nulla di strano e sarebbe un bell' esercizio di civiltà democratica, perché la democrazia funziona allo stesso modo, lascia ad ogn' uno la libertà di avere idee su come debba essere e funzionare lo stato, la società, l' economia, ma richiede che l' altro, chi ha altre idee di stato, società ed economia, non venga squalificato, in virtù di un concetto molto ampio, anche se formale e forse astratto di stato democratico, come garante della libertà e della diversità di tutti i suoi cittadini.
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commenti

Monica Lume utente autodisattivato
19 dicembre 2007 17:48
è così preciso e condivisibile questo tuo intervento che non mi sento di aggiungere o togliere qualcosa.

Ciro D' Alessio
19 dicembre 2007 20:13
ah grazie monica, in effetti è più che altro un chiarimento che ho fatto con me stesso.
Penso che sia una distinzione da tener presente quando discutiamo nei nostri blog.
Perché garantisce il rispetto recisproco nella diversità delle posizioni.

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