sabato 2 marzo 2013

Da Equilibri, il cane fatto morire per arte.

Dal mio Blog su Equilibriarte incollo una discussione del 2007.
http://www.equilibriarte.net/cirodalessio/blog/sul-cane-fatto-morire-per-arte

sul cane fatto morire per arte

Il cane fatto morire nel museo è un opera orribile.
Tuttavia mi sembra l’ esito coerente e conseguente di tutto un filone dell’ arte contemporanea degli ultimi 50 anni; la tendenza a voler rompere i vari piani della rappresentazione per portare in scena la realtà direttamente.
Fontana cominciò a rompere la tela. Rauschemberg ad incollarvi oggetti reali, quindi tutti gli artisti più o meno abbandonarono i piani illusori della rappresentazione per portare la realtà direttamente in scena.
E chi meglio di quest’ ultimo artista, di cui non voglio ricordare il nome , ci è riuscito? Qui c’ è la realtà in carne ed ossa e con tutti i suoi caratteri essenziali, dolore, fame, morte. Dovrebbe far tripudiare di gioia gli artisti di tutto il mondo che fin’ ora si sono messi ad incollare oggettucci inessenziali o a portare in scena solamente attori; finalmente la vera vita, in tutta la sua tragicità in scena!!!
E' un esito orribile che bisognava però aspettarsi; quando un linguaggio rinuncia al suo ambito ed ai suoi limiti, per ambire a fondersi con la realtà stessa, allora questo linguaggio tende ad assolutizzarsi, a farsi totalitario, a non riconoscere più nulla di esterno, visto che la realtà l’ ha inglobata, che possa porgli un freno.
Esiti simili aveva avuto la filosofia nell’ ottocento; non contenta di essere solamente rappresentazione, ed anche limitata e lacunosa della realtà, ambì a fondersi con la stessa, facendosi così assoluta, acritica, e totalitaria.
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commenti

Monica Lume utente autodisattivato
13 dicembre 2007 08:30
Ciro D' Alessio
13 dicembre 2007 15:44
Grazie del link, monica. Ho cominciato a leggere con vivo interesse.
Il direttore, che non conosco se non da questo link, mi sembra una persona di un anitipatia e di una presunzione rara!
Non capisco come gli altri possano soppostare di discutere con lui!
Cmq mi pare che anche noi avessimo centrato, con la nostra discussione, la posta in gioco, ossia il rapporto e la distinzione tra arte e realtà e tutto qunato ne consegue.
Solo che al direttore piace questo mischiarsi di arte e realtà, mi pare intenda come opera d' arte anche l' 11 settembre ( è possibile?).
A me, invece, non piace.
Tutto ciò che non si distingue e si confonde con la realtà, si annulla di fatto. Questo vale tanto per l' arte che per la filosofia, che per qualsiasi altra attività o cosa, credo.

Monica Lume utente autodisattivato
13 dicembre 2007 17:51
hahahaah è vero, non si può dire che sia un campione di simpatia.
Incarna quel cinismo tipico delle persone che non sanno cosa sia l'impatto col male nella realtà; che non comprendono il dolore degli altri. Sono persone teoriche, cervello, ego smisurato, poca vita vera. Sono degni rappresentanti di questo tempo malato di insensiibilità e cattiveria.
Ad ogni modo ho provato un gran sollievo alla notizia! :-))

Monica Lume utente autodisattivato
13 dicembre 2007 17:59
pensavo a cosa potrebbe redimere un tipo siffatto: una scarica di legnate vere, dolore vero, sangue, ematomi, lividi e acciacchi. Avrebbero su quella psiche così crudelmente contorta, un effetto di immediato ritorno alla realtà, e di giusta e sacrosanta ritrovata umiltà e comprensione del dolore per le perdite degli altri.
Ma questo trattamento lo riserverei, una tantum, a molte delle perosne che oggi occupano la scena del mondo.
Aggiungo che non vorrei essere io a infliggere le bastonate (dovrebbero infliggersele da soli, al primo balugigare di un lampo di autocoscienza).
E non dire che sono fascista

Ciro D' Alessio
13 dicembre 2007 23:30
ehehehe, vero Monica.
Alla fine è il dolore che ci riporta alla realtà!

Monica Lume utente autodisattivato
14 dicembre 2007 12:31
è la realtà che ci riporta alla realtà.
Quella che tu, tempo fa, in un forum, definisti "sangue, terra, peso".
La realtà per me significa che ogni azione ha conseguenze, avvia un karma. Chi vive la realtà, vive anche la responsabilità derivante dalle azioni e dalle parole. Solo i cretini si permettono di sentenziare cinicamente sulle tragedie occorse agli altri, senza avvedersi della precarietà del proprio vivere.

Enigrusso
14 dicembre 2007 12:34
Giusto Condivido.

Ciro D' Alessio
15 dicembre 2007 22:16
Condivido anch' io Monica.
In questi giorni sono un po' indaffarato.
Spero al più presto di poter iniziare una nuova bella serie di discussioni e approfondimenti.

Elena Zanella
8 giugno 2008 10:39
rompere una tela...... nn è come togliere la vita anche se un essere animale indifeso

ma dove arriveremo??

Ciro D' Alessio
8 giugno 2008 10:44
certamente rompere la tela non è la stessa cosa che far morire un cane innocente.
Però con la rottura della tela si è aperta una strada; la strada a fare arte non con immagini, ma con le cose stesse.
E' una strada pericolosa, soprattutto quando si vogliono toccare certi temi importnati quali la vita e la morte.
Se non ci fossero state le tele tagliate, probabilmente oggi quell' artista avrebbe fatto un bel quadro, o una bella foto, o una bella scultura di un cane che muore; avrebbe fatto meno rumore, ma non avrebbe fatto del male a nessuno.

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