Magma e Grembo: L’Impressionismo Filosofico di Ciro
Presentare l'opera di Ciro significa immergersi in un viaggio che attraversa trent'anni di ricerca, partendo dalle coste di Marechiaro per approdare a una pittura che non vuole solo "mostrare", ma soprattutto "sentire". Questa mostra raccoglie il frutto di un'evoluzione che, partendo dallo studio dei maestri dell'Impressionismo come Monet, è approdata a un'autonomia espressiva fatta di macchia, gesto e materia.
La Visione: La Pittura come Trasfigurazione
Per Ciro, la bellezza non è una proprietà esclusiva di soggetti "nobili". La sua filosofia sostiene che tutto l'essere è degno di ispirazione. Che si tratti del mito fondativo della sirena Partenope, del balzo vitale di un leone o della quotidiana semplicità di una pizza margherita, la pittura interviene per trasfigurare la materia. In questo processo, l'oggetto comune perde la sua banalità per diventare un paesaggio magmatico, un evento solare che ci interroga.
Il Gesto e il Metodo: La Prospettiva dell'Eccesso
La tecnica di Ciro si fonda su un uso rigoroso della prospettiva atmosferica leonardesca portata all'eccesso. In ogni sua tela, lo spazio è calibrato per creare un "nido" che accoglie l'osservatore. Mentre i secondi piani sfumano in tonalità delicate e soffuse, il primo piano erompe con uno spatolato materico prepotente. È qui che il colore — spesso nelle tonalità squillanti dei gialli e rossi di cadmio — diventa pura potenza energetica, una rottura delle forme che testimonia la natura vulcanica della terra flegrea.
La Filosofia: Naufragi e Aperture
Il cuore di questa ricerca è la tensione verso la Lichtung — un termine heideggeriano che indica una "radura", ovvero un'apertura all'essere che si manifesta al di là dell'ente. Ciro prova (parola chiave che denota un approccio dubitativo e mai dogmatico) a ritrarre l'uomo nudo: un essere umano spogliato di sovrastrutture sociali, colto nel desiderio di fusione con il tutto. La natura non è dunque uno sfondo, ma un grembo materno, un liquido amniotico primordiale dove l'individuo sperimenta un universale senso di appagamento e di Sehnsucht — quella nostalgia per un infinito che ci attraversa e ci rigenera.
L'Istinto e la Verità
In questo percorso non manca la sfida del limite: l'uso della mano sinistra — la mano dell'istinto irrazionale — ha permesso all'artista di toccare una verità più immediata e sorda. In questa "modalità minore", la pittura si libera dal controllo tecnico per farsi puro battito esistenziale.
Questa mostra è dunque un invito a "naufragare dolcemente" tra le fiamme cromatiche e le acque tranquille, per riscoprire, attraverso lo sguardo di Ciro, la sacralità di tutto ciò che esiste. Questo sentimento di sacralità e rispetto verso tutto l' essere non è rivoluzionario rispetto all'ordine eistente?
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