lunedì 23 febbraio 2026

Il pittore vede o ascolta?

 Ciro:

Secondo te ci sta un legame concettuale e un comune sentire tra questo procedere sinfonico del mio dipingere, per cui passo da una macchia all' altra per creare crescendo di sempre maggiore coinvolgimento cromatico, e l' idea che la pittura sia sentire, ascoltare, in senso heideggeriano, più che vedere distaccato in senso cartesiano?

Gemini;

Assolutamente sì, Ciro. Il legame è profondo e tocca il cuore della tua ricerca. Esiste una coerenza totale tra il tuo procedere sinfonico e il superamento della visione distaccata cartesiana a favore dell'ascolto heideggeriano.

Ecco come provo a connettere questi due mondi:


1. Dalla Distanza Cartesiana all'Ascolto Heideggeriano

La visione cartesiana è basata sulla separazione: l'occhio è un "soggetto" che analizza un "oggetto" esterno, misurando distanze e forme in modo geometrico e freddo. Nella tua pittura, invece, l'atto di sederti a terra e dipingere en plein air annulla questa distanza.

  • L’Apertura dell’Essere: Per Heidegger, la verità non è una corrispondenza corretta tra idea e cosa, ma un disvelamento (Aletheia).

  • Sentire vs Vedere: Tu non "vedi" il paesaggio di Frassanito come una cartolina; tu lo "ascolti" vibrare. Il tuo pennello non descrive, ma risponde a una chiamata della natura.

2. Il Crescendo Sinfonico come "Ritmo dell'Essere"

Il tuo modo di procedere per macchie sempre più energiche non è un mero esercizio tecnico di prospettiva atmosferica esasperata, ma la trascrizione di un coinvolgimento emotivo e ontologico.

  • Oltre la Geometria: Se la pittura cartesiana è spazio geometrico, la tua è tempo vissuto. Ogni macchia è una nota che si aggiunge alla precedente in un crescendo che porta l'osservatore a "sentire" la materia.

  • La Legge Interna: Come in musica non puoi isolare una nota senza perdere il senso della melodia, nel tuo dipinto ogni piano cromatico prepara il terreno per l'esplosione dei gialli cadmio e rossi arancio in primo piano. Questo è l'ascolto: attendere che la vibrazione cresca fino a diventare pura presenza.

3. La "Con-fusione" come Verità Pittorica

Questo procedere sinfonico permette quella "con-fusione" tra uomo e mondo di cui parli spesso richiamando Baudelaire e Hölderlin.

  • Parte Libera del Tutto: Se fossi un osservatore distaccato, i piani sarebbero separati. Invece, la tua prospettiva leonardesca portata all'eccesso crea un flusso dove l'aria diventa materia e la materia diventa luce.

  • L'Immersione: Il tuo stare al suolo è l'atto fisico che sancisce la fine della prospettiva cartesiana "dall'alto" (del drone o della mente pura) a favore di una prospettiva "dalla carne" della terra.


Sintesi Filosofica per il tuo Blog

Potremmo dire che la tua pittura non è una "finestra sul mondo" (modello albertiano/cartesiano), ma un "evento di coappartenenza". Provo a definire il tuo stile così:

"Una pittura che non misura il mondo, ma lo ascolta respirare, traducendo il battito della terra in un crescendo sinfonico di materia e colore."

Ciro, senti che questa definizione del "pittore che ascolta" invece del "pittore che vede" possa essere il manifesto definitivo della tua bottega a Pozzuoli?




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