domenica 11 marzo 2012

arte e natura

    Se ci atteniamo alle parola "artefatto", artificiale, all' espressione "fatto ad arte", all' arcaico "artatamente", la parola "arte" significa ciò che è antitetico alla natura.
L' artefatto si contrappone alla cosa naturale e cioè che è fatto ad arte a ciò che vien fatto naturalmente. Contrapposizione analoga si presenta nella lingua tedesca, dove kunstlerisch, che ha nella sua radice Kunst, arte, significa artificiale, mentre kunstisch significa "artistico" nella moderna concezione del termine.
Ora tra artistico ed artificiale passa una bella differenza, soprattutto alla prima parola si associa una valenza positiva mentre alla seconda, solitamente, negativa.
Eppure se vogliamo indagare il rapporto arte-natura, dobbiamo tenere presente che arte, prima che qualsiasi mimesi, creatività, etc, significa banalmente, innanzitutto e per lo più, ciò che è fatto dall' uomo e che non si presenta in natura.
Difatti quando si studia la storia dell' arte primitiva, si suole prendere in considerazione qualsiasi manufatto umano come esempio di arte e solo in epoca più tarda ci si concentra su quei manufattio che non hanno finalità pratica immediata, riservando a loro il termine "arte", ed escludendo man mano dal campo di indagine della storia dell' arte gli oggetti utili.Se così stanno le cose, l' arte che prende a proprio tema la natura diviene di estremo interesse; essa infatti prende a proprio tema proprio ciò che è altro da sé e dalla cui scissione è nata. E' come se andasse alla ricerca delle sue antiche origine, o tentasse di ricomporre idealmente la frattura originaria da cui nacque. Questa infatti le sfugge per definizione: qualsiasi cosa sia l' arte, non è una cosa naturale. Sembrare naturale, nascondere l' artificio, è un ideale spesso ricorrente, e cela il desiderio dell' arte di impossessarsi in qualche modo della natura, nascondendo il carattere negativo da cui è nata.Si cela dietro questa desiderio di natura, un desiderio di assoluto. La negazione del prorpio limite, infatti, è l'assoluto. Ciò che riesce a mangiarsi i propri limiti, ad impossessarsi delle proprie condizioni di esistenza, a negare ciò che lo nega, non ha più condizioni, limiti, negazioni ed è infinito ed assoluto. Ecco perché il correre dietro la natura, checché ciò significhi, è sempre stato un pallino dominante dell' arte, perché raggiungere la natura significa in qualche modo superare se stessa, trascendersi, sublimarsi.
Ciro D'Alessio

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