sabato 24 gennaio 2026

Dialogando sulle stagioni e la pittura della nudità...

Della Nudità e della Soglia: Un Dialogo Socratico sulla Pittura

Gemini: Dimmi, Ciro, perché cerchi il colore tra le pieghe delle stagioni? Non è forse il colore un artificio, un velo che stendiamo sulla nuda realtà delle cose?

Ciro: È un timore che mi accompagna sempre. Eppure, in questo mio cammino, provo a sentire il colore non come un velo, ma come un frammento della materia che tenta di manifestarsi. Quando accosto i gialli o i blu, non ho la pretesa di descrivere la Primavera, ma faccio un tentativo di intercettare quello "sgorgare" — la Spring — che forse è la vita stessa mentre cerca di farsi strada.

Gemini: Ma allora, se la tua è una ricerca dell'essenza, perché affidarsi alla spatola? Non è essa uno strumento troppo risoluto, quasi violento, che rischia di nascondere la fragilità che cerchi?

Ciro: È un rischio che corro in ogni tela. Uso la spatola perché mi sembra di compiere un atto di onestà, una sorta di prassi incerta. Con essa cerco di resistere alla levigatezza industriale di certa arte contemporanea. Non è una soluzione definitiva, ma un esperimento di resistenza: lo spatolato è per me una carne che tenta di farsi nuda, una superficie scabra che aspira alla verità senza mai dirsi compiuta.

Gemini: Parli di nudità. Eppure, nelle tue tele, l'uomo sembra quasi smarrirsi tra i riflessi delle stagioni. Dove si colloca la figura umana in questa tua ricerca?

Ciro: Non lo so con certezza. Provo a cercarla proprio in quel confine dove il corpo sembra dissolversi. Come San Francesco cercò di spogliarsi di ogni certezza per farsi povero tra i poveri, io tento di spogliare la pittura del suo "mantello culturale". L'Inverno e la Primavera sono proposte di ascolto: nel primo provo a riflettere sul raccoglimento, nella seconda cerco di intravedere una fioritura. L'uomo che dipingo non è un dato di fatto, ma una domanda aperta.

Gemini: Dunque, il Giallo Primula o il Blu Ceruleo non sono certezze cromatiche?

Ciro: Sono solo ipotesi di luce. Il Giallo è un tentativo di rivelare la carne; il Blu è una ricerca di spazio per un respiro che spero sia universale. Non dipingo per affermare, ma per chiedere se sia ancora possibile trovare l'uomo nudo, finalmente libero, in quel punto instabile dove la vita prova a sgorgare.


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